Infermieri no vax: rischio sospensione

Infermieri no vax: rischio sospensione

Quindici giorni, questo il tempo che l’Usl ha concesso agli infermieri e oss del reparto di geriatria che non hanno fatto il vaccino, termine nell’arco del quale il personale sanitario dovrà motivare quella scelta. Una sorta di ultimatum scandito dal direttore generale dell’Usl Antonio Compostella. Una forbice temporale dopo la quale si valuteranno quali misure prendere nei confronti degli otto infermieri e otto operatori sociosanitari. Misure che rischiano di essere piuttosto pesanti, si va dallo spostamento di reparto alla sospensione dal lavoro con lo stop quindi allo stipendio per il periodo nel quale si resta a casa. Il conto alla rovescia in realtà è già scattato da alcuni giorni. La decisione verrà quindi molto probabilmente presa già la prossima settimana. “Stiamo facendo – così argomenta il direttore generale dell’Usl – una raccolta formale di informazioni sulle motivazioni che hanno spinto il personale a non vaccinarsi. Se il medico competente non le riterrà sufficienti si procederà a valutare se gli operatori potranno essere destinati ad altra mansione. Se diventa difficile individuare una mansione diversa dalla loro si può anche arrivare alla sospensione”. Sospensione che si tradurrebbe nello stop allo stipendio per il periodo di assenza dal lavoro. Del caso della geriatria del Santa Maria della Misericordia – 30 pazienti contagiati, otto infermieri e 8 oss che non hanno fatto il vaccino – si parlerà nella prossima puntata di ‘Piazza pulita’, trasmissione de la 7. Nei giorni scorsi una loro inviata Micaela Farrocco è stata a Rovigo per raccontare questa vicenda. Tra le interviste quella al primario di geriatria Pierluigi Dal Santo che ha esposto le difficoltà incontrate dal reparto. A causa della situazione dei contagi i posti letto sono stati in pratica dimezzati, passando da 33 a 16. “L’operatore sanitario – sono le parole di Compostella – ha un dovere etico e contrattuale che è il rispetto della legge 81 sulla sicurezza. Quindi io datore devo creare le condizioni per la tua sicurezza, tu come operatore devi garantire la sicurezza per te stesso e per le persone che assisti. Quindi se dimostro che sei venuto meno può esserci la possibilità di un’azione. Prima non avevamo il vaccino a disposizione oggi il vaccino può essere considerato alla stregua di un Dpi. Quindi vaccino per proteggere me e gli altri”. Primo giorno senza decessi causati dal Coronavirus per il Polesine, dopo molti mesi segnati da quotidiani lutti. Vengono segnalate 26 nuove positività, 9 sono emerse da test antigenici. Tra i riscontri anche uno studente dell’istituto Iis ‘Cristoforo Colombo’ di Porto Viro. I compagni di classe e i docenti che sono entrati in contatto con l’alunno sono stati sottoposti a tampone nella giornata di ieri. Cala ancora il numero dei pazienti ricoverati negli ospedali, 61 in totale. Sono 45 le persone in area medica Covid a Trecenta e 7 quelle nel reparto di terapia intensiva Covid, sempre a Trecenta. Sono 8 i pazienti nel nosocomio cittadino, 8 ricoverati in malattie infettive e uno in quello di rianimazione. Rimane positivo il paziente nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Adria.

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