TEMPI DI DIGIUNO PREOPERATORIO

TEMPI DI DIGIUNO PREOPERATORIO

Il digiuno da solidi e liquidi prima dell’anestesia generale è, da tanto tempo, ritenuto di grandeimportanza per l’ incolumità del paziente, al fine di diminuire il rischio di rigurgito del contenuto gastrico. Anche se i primi testi di anestesia non trattavano il digiuno, Lister1 fu il primo a raccomandare che il paziente non dovesse ingerire cibi solidi nelle 6 ore precedenti all’intervento e liquidi chiari nelle 2 ore prima.

Durante gli anni ‘60, tuttavia, nel Nord America si prese l’uso di mantenere il digiuno assoluto da cibi solidi e dai liquidi dalla mezzanotte anche se le motivazioni a fondamento di questa prescrizione non erano né chiare né dimostrate. La ragione di ciò sta nel fatto che, con l’induzione dell’anestesia, si determina la fine dello stimolo della tosse e della deglutizione e la depressione dei riflessi faringeo e laringeo, di entità variabile in relazione al livello dell’anestesia.

Questi riflessi solitamente proteggono le vie aeree e la riduzione del loro funzionamento porta al rischio di aspirazione polmonare in presenza di rigurgito dei contenuti gastrici o vomito. Nei casi in cui il contenuto gastrico arrivi ai polmoni, per mezzo dell’aspirazione, portando a una polmonite ab ingestis, il paziente è a rischio di una delle principali cause di morte dovute all’anestesia.

Lo svuotamento dello stomaco dopo un  pasto necessita solitamente dalle 3 alle 5 ore. Se durante il pasto sono state assunte fibre non digeribili esse lasciano lo stomaco dopo i liquidi e gli altri cibi digeribili, impiegando dalle 6 alle 12 ore.

La fisiologa dello svuotamento gastrico spiega perché il digiuno dalla mezzanotte sia giustificato per i solidi, però non lo è quello per i liquidi: infatti dopo 2 ore dall’ingestione di liquidi chiari, il contenuto gastrico è costituito solo dalla saliva ingerita e dalle secrezioni gastriche. Vi sono alcune condizioni in cui lo svuotamento gastrico è frenato: patologie della motilità gastrica, ostruzione pilorica, reflusso gastroesofageo, gastroparesi diabetica.

Però, dato che la velocità di svuotamento per i liquidi chiari si modifica solo in stadio non precoce, alla gran parte dei pazienti può essere consentito di bere la mattina dell’intervento. Un’altra condizione di aumentato rischio è l’obesità, tuttavia gli studi non sono ancora uniti nel determinare quale sia

La quantità del volume gastrico residuo a digiuno. Per quanto riguarda la gravidanza, che è un’altra situazione considerata ad aumentato rischio, la motilità gastrica rimane normale per tutta la durata della gravidanza, ma è rallentata nelle prime ore dopo il parto.

Al di là delle condizioni in cui vi è un aumentato rischio di aspirazione riconosciuto, il digiuno preoperatorio, priva i pazienti di nutrizione e idratazione, sottoponendoli a disagi e stress non giustificati. Si deve definire quali siano i tempi e le modalità di digiuno preoperatorio per giustificare la sicurezza del paziente, ma anche l’idratazione, il benessere ed il comfort.

Per i pazienti non a rischio, programmati per la chirurgia d’elezione, la prescrizione del digiuno dalla mezzanotte non ha alcun fondamento scientifico. Essa deve essere cambiata con la possibilità di bere te o liquidi chiari fino a 2 (due) ore dall’intervento. Se il paziente è programmato per il pomeriggio, può assumere una colazione leggera e facilmente digeribile.