RISCHIO CLINICO

RISCHIO CLINICO

La sicurezza in Ospedale è un valore che non si può trascurare, una parte strutturale o tecnologica dalla quale non solo dipende la salute ma la stessa incolumità fisica di pazienti e dipendenti. Risulta quindi di molta importanza effettuare una valutazione dei rischi, intesa come l’insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive e operative, che devono essere attuate per addivenire ad una stima del rischio d’esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale in relazione allo svolgimento delle lavorazioni

    Tale valutazione è pertanto un’operazione complessa che richiede per ogni ambiente o posto di lavoro considerato una serie d’operazioni, successive e conseguenti tra loro, che dovranno prevedere:

  • identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo
  • individuazione dei conseguenti potenziali rischi d’esposizione
  • la stima dell’entità dei rischi d’esposizione

Il rischio clinico è dunque la probabilità che con la nostra attività assistenziale si possa verificare un evento non voluto che produce o potrebbe produrre un danno al paziente. Questo rischio è insito nel compiere atti assistenziali o di cura su un paziente, ma è molto aumentato nel corso degli anni, insieme all’aumentare della complessità dei percorsi assistenziali e dalla alta specializzazione delle tecniche utilizzate. Gli incidenti o eventi avversi che possono verificarsi durante l’attività assistenziale sono di notevole frequenza.

Negli ultimi anni si sono registrati errori negli ospedali, sulle trasfusioni (sacca di sangue di un gruppo non compatibile), sugli interventi chirurgici (operazione a un arto invece che all’altro), sulla somministrazione di farmaci (assunzione di una medicina che in realtà non doveva essere per quel paziente). Questi esempi sono relativi ad alcuni dei più frequenti.

Questi incidenti critici, ci dice lo studio del rischio clinico, possono essere in buona misura evitati: è di questo che ormai ci si occupa nei servizi sanitari, da parte di tutti i professionisti e gli amministratori.

Oggi nel 90% delle strutture pubbliche italiane sono presenti servizi e professionisti dedicati alla gestione del rischio clinico.

  • Attualmente una buona parte di questi eventi critici in medicina deriva da errori umani: gli sforzi dei professionisti devono essere diretti a ridurre al massimo questa tipologia di eventi, anche se si deve ammettere che l’azzeramento è statisticamente impossibile. Interessante è studiare il clerical error, ovvero quell’errore amministrativo, di distrazione, che può per esempio consistere nell’errata identificazione del paziente. Questi errori possono essere drasticamente ridotti grazie all’adozione di precise procedure, che devono coinvolgere tutti i soggetti che a qualsiasi titolo e in qualunque fase del processo clinico intervengono

Per agire la prevenzione degli errori più precisa e precoce possibile, sono stati identificati anche i mear miss, in pratica i quasi eventi, ovvero gli eventi che non si sono verificati grazie ad una loro intercettazione un attimo prima dell’evento stesso o in relazione a un caso fortuito.

Lavorare per la sicurezza dei pazienti è oggi l’obiettivo primo di ogni ospedale. Ma in queste vicende occorre sempre considerare che vi sono almeno due vittime: il paziente e l’operatore che ha agito l’errore. E’ importante evitare la subitanea colpevolizzazione del singolo e considerare che, al di là della persona che lo ha determinato fattivamente, l’errore è anche frutto di un’errata procedura e di un’organizzazione o di una pianificazione deficitaria

  • RADICI EVENTI AVVERSI

Alle origini degli eventi avversi ci sono molte possibili cause: la stanchezza dell’operatore, difetti nella comunicazione tra le figure professionali (ad esempio una prescrizione illeggibile) o tra gli operatori ed il paziente, la mancanza di informazioni, la carenza di personale, il confezionamento dei farmaci (ad es. etichette quasi uguali per farmaci molto diversi), l’inidoneità di locali ed attrezzature, l’insufficiente addestramento.

Per  gestire l’ evento avverso ci si dovrà concentrare non sul trovare un responsabile per punirlo ma sullo scoprire le cause latenti che hanno originato l’evento avverso e sul mettere in atto le azioni necessarie perchè non si ripeta, favorendo la discussione aperta sugli errori e sugli incidenti allontanando dagli operatori la minaccia di sanzione. In questo modo gli eventi avversi emergono e si possono prevenire. Si tratta quindi di un importante cambiamento culturale e di prospettiva al quale forse la Sanità italiana arriva in ritardo ma a cui dovrà inevitabilmente adeguarsi.

       Imparare dagli errori
Il primo elemento fondamentale è imparare dagli errori. Non solo dagli incidenti che si sono verificati e che hanno portato ad un danno ma anche quelli che non hanno causato nessuna conseguenza o i “quasi incidenti” (in inglese “near misses”) cioè circostanze in cui l’errore stava per verificarsi. Esistono dei sistemi ormai largamente utilizzati che consentono di analizzare le cause profonde che in una organizzazione complessa come un Ospedale hanno portato ad un evento avverso (la cosiddetta “Root Cause analysis”).

Si sono rivelati estremamente efficaci, laddove sono stati adottati, i sistemi di autosegnalazione anonima degli errori: sono gli stessi operatori che segnalano in modo rigorosamente anonimo ai responsabili della gestione del rischio dell’Ospedale.
I casi di incidente segnalati servono per sapere qual‘ è l’entità del fenomeno-eventi avversi ma soprattutto permette agli operatori stessi  di discutere gli incidenti per trovare soluzioni e possibili miglioramenti diretti a prevenire il loro ripete

     Individuare i rischi
Il secondo elemento è quello dell’analisi del rischio, ovvero il ricercare nei reparti e nei processi lavorativi dell’ospedale tutte quelle situazioni e condizioni che potrebbero dar luogo ad un incidente. Anche a questo scopo esistono dei sistemi ormai rodati che consentono di “misurare” il rischio .
La creazione nell’ospedale di sistemi di sicurezza che creino barriere dinanzi agli eventuali errori umani intervenendo prima che producano conseguenze, porta una diminuzione degli eventi avversi.

   Alleanza con i pazienti Importantissimo elemento è il coinvolgimento dei pazienti e dei loro genitori. Molto spesso, infatti, è proprio il paziente/genitore l’ultima barriera che si interpone agli errori umani dopo che hanno superato tutte le “falle” nelle barriere di sicurezza dell’organizzazione assistenziale. Occorre cioè stabilire una vera e propria alleanza col paziente: tutto il processo di cura è infatti una sinergia tra il paziente ed il suo infermiere finalizzata al recupero della salute, e questa collaborazione reciproca deve essere messa in atto anche nel prevenire il verificarsi di eventi avversi.

  • Una cultura della sicurezza del paziente
    In definitiva, l’attenzione alla sicurezza del paziente è una parte importante delle nostre attività assistenziali e sta diventando sempre più cultura condivisa. L’International Council of Nurses (il Consiglio Mondiale degli Infermieri) ha recentemente stabilito che “La sicurezza del paziente è un elemento fondamentale per garantire qualità nelle cure infermieristiche… Gli infermieri devono essere orientati alla sicurezza del paziente in tutti gli aspetti dell’assistenza…”

FINE

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