MAXIEMERGENZA

MAXIEMERGENZA

La medicina delle grandi emergenze  analizza e assimila tutte le procedure mediche e di primo soccorso che vengono attuate in caso di maxiemergenza ;  così definita:

maxiemergenza: i sistemi di soccorso, inclusi gli ospedali, sono intatti e funzionanti

La medicina delle catastrofi rappresenta in realtà l’insieme di vari tipi di discipline rivolte al raggiungimento di obiettivi comuni, cioè alla riduzione delle sequele e della perdita di vite umane.

L’ambiente osico dove si svolgono le operazioni necessita di una capacità di adattamento tipica della medicina da campo; l’identificazione delle priorità caratterizza la medicina d’urgenza, la presa in carico sanitaria di un gran numero di vittime deve tenere conto della medicina di massa, e il concetto di vittima inteso nellì aspetto olistico,è peculiare della medicina globale.

Occorre partire da una pianificazione preventiva applicabile sul campo tipica della medicina di dottrina, mantenendo una gerarchia dei compiti e un’essenzialità dei trattamenti caratteristici della medicina di guerra.

L’aspetto peculiare di ogni disciplina scientifica è l’utilizzo di strumenti operativi; quelli che caratterizzano la medicina delle catastrofi sono tre:

  • la strategia: l’arte di ideare i piani di emergenza;
  • la logistica: l’insieme di personale, mezzi e materiali finalizzato alla realizzazione dei piani;
  • la tattica: l’applicazione dei piani con lo svolgimento della catena dei soccorsi.
  • SRTATEGIA

La strategia è l’arte di ideare i piani di emergenza, e tre  capisaldi ne rappresentano il fulcro:

  • top management: i piani di emergenza devono essere predisposti dagli operatori più esperti, ideando situazioni realisticamente possibili;
  • piani di emergenza: la stesura dei piani di emergenza ha come punto di partenza l’analisi dei rischi presenti nel contesto territoriale; è bene sottolineare che la realizzazione di una risposta deve basarsi sulla previsione degli eventi relativa alle conseguenze degli stessi;
  • preparazione degli operatori: la formazione degli operatori è un requisito imprescindibile.
  • Logistica

La logistica è tutto quanto permetterà al sistema di sopravvivere e funzionare; è letteralmente definibile come l’arte del provvedere e di permettere un equo e razionale dispiegamento sul campo di uomini, materiali e mezzi.

Occorre stabilire a priori alcuni criteri di valutazione:

  • la tipologia dell’evento: ad esempio, il crollo di una struttura abitativa in ambiente urbano determinerà una risposta diversa rispetto al deragliamento ferroviario.
  • l’ambiente operativo: le condizioni ambientali influenzano pesantemente la risposta del sistema. L’azione che si svolge in luoghi impervi, la presenza di possibili ulteriori rischi, le difficoltà legate all’accesso delle vittime, le condizioni climatiche e la possibilità di convogliare efficacemente le risorse sul teatro dell’evento, rappresentano aspetti vincolanti che devono essere considerati nella gestione dell’intervento.
  • la durata delle operazioni: l’autonomia dei soccorritori e/o la loro rotazione è un’importante variabile ai fini logistici.
  • Tattica

La tattica è l’applicazione dei piani di soccorso attraverso procedure operative consequenziali, finalizzate alla creazione della catena dei soccorsi.

Questa sequenza è applicabile in ogni evento, indipendentemente dal tipo di catastrofe, e deve essere considerata il modello operativo di base a cui riferirsi.

Gli aspetti peculiari della catena dei soccorsi devono rispondere a determinati requisiti:

  • La medicalizzazione sarà condotta a diversi livelli, e nello specifico all’interno del Posto Medico Avanzato(PMA) e del Centro Medico di Evacuazione(CME), ossia le strutture operative di emergenza di primo e secondo livello interposte tra il sito dell’evento (“Cantiere”, o “Crash”) e gli ospedali; in esse le vittime vengono trasportate dal cantiere (“Piccola Noria”), ivi valutate e stabilizzate, per essere così messe in condizioni di affrontare la successiva evacuazione verso gli ospedali.
  • L’ospedalizzazione è l’ultimo anello della catena dei soccorsi; gli ospedali dovranno predisporre piani di emergenza per un gran numero di vittime (i cosiddetti Piani Massiccio Afflusso Feriti, PMAF)
  • La centralità di un’unica Istituzione che riceva l’allarme, dimensioni l’evento e fornisca prontamente una risposta coordinata.
  • La medicalizzazione costituisce il fulcro della medicina delle catastrofi;
  • benché i problemi riscontrabili nelle emergenze ordinarie risultino amplificati, l’errore più comune è il pensiero di affrontarli aumentando disordinatamente lo spiegamento di forze in campo. L’approccio più corretto sarà invece lo stabilire la priorità di evacuazione verso i luoghi di cura definitivi per le vittime.

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