MARSUPIOTERAPIA

MARSUPIOTERAPIA

La tecnica della marsupioterapia consiste nel creare un contatto pelle a pelle tra la mamma e il neonato che, per questo, viene fatto adagiare, con indosso solo il pannolino, sulla pancia e sul seno materno. Le ore previste di marsupioterapia vanno concordate con lo specialista anche se, in genere, coincidono con il momento della poppata.

La neomamma deve indossare una camicia o un indumento che può essere sbottonato sul davanti, così da poter sistemare facilmente il piccolo sul suo grembo.

Gli ospedali che prevedono la marsupioterapia mettono a disposizione della mamma alcune comode poltroncine o sedie a dondolo: una volta seduta, la donna mette il neonato sul proprio petto, coperto e sostenuto da un telo ripiegato in forma triangolare, annodato dietro le sue spalle.

Questo telo ha la duplice funzione di evitare la dispersione di calore e di sorreggere il bambino, in modo da permettere al genitore di rilassarsi completamente.

In questo modo il bebè può attaccarsi liberamente al seno della mamma, percepire il suo odore e beneficiare del contatto che si viene a instaurare, mentre la mamma ha la possibilità di parlare al bimbo, accarezzarlo e trasmettergli calore e affetto. Il reciproco legame viene così rinsaldato e intensificato giorno dopo giorno.

La marsupioterapia è particolarmente indicata per i prematuri, cioè i bambini nati prima della 37a settimana di gravidanza, e per quelli nati molto sottopeso, cioè che pesano meno di un chilo e 500 grammi, a condizione che non vi siano seri problemi di respirazione, abbassamento di pressione o di saturazione (un problema di ossigenazione).

A volte, però, anche il fatto che il bebè sia “intubato” (cioè collegato a un respiratore) non impedisce il ricorso alla marsupioterapia. Le particolari attenzioni del metodo marsupio, studiate appositamente per il neonato, lo aiutano a superare al meglio le difficoltà legate all’ingresso nella vita extrauterina.

In pratica, si cercano di allontanare le situazioni di stress che potrebbero, con il tempo, influire sullo sviluppo psicomotorio del bambino che, di conseguenza, potrebbe risultare più rallentato.

Il contatto pelle a pelle permette di ricreare l’ambiente prenatale che ha caratterizzato la vita fetale. La voce, i movimenti e l’odore della mamma ricordano al bimbo situazioni note, in grado di infondergli serenità.

I piccoli che beneficiano di questo contatto acquisiscono più rapidamente le capacità che ancora mancano al neonato prematuro e cioè: regolare la temperatura corporea, respirare correttamente, equilibrare la pressione del sangue e il battito cardiaco.

Alcuni studi hanno, inoltre, evidenziato un aumento di peso dei bimbi prematuri sottoposti a questa tecnica, riducendo così anche i tempi di degenza in incubatrice fino a due settimane.

Nel corso delle sedute, infine, i bebè si mostrano più attivi, cominciano a esplorare con la bocca e le manine il corpo della mamma e, già dopo qualche seduta, si notano i primi miglioramenti.

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