GESTIONE TRASFUSIONE

GESTIONE TRASFUSIONE

La trasfusione è la trasmissione di sangue da un organismo detto donatore ad un altro che lo riceve. Il donatore può essere della stessa specie del ricevente (trasfusione omologa) o di specie diversa (trasfusione eterologa)

Se invece il donatore ed il ricevente sono lo stesso soggetto, cioè se il sangue viene prelevato e reinfuso nella stessa persona, si parla di autotrasfusione (trasfusione autologa).

Deve essere considerata una terapia atta a sostituire il sangue perduto in toto o in alcune sue componenti in attesa che venga risolta la situazione patologica che ha portato alla perdita. Sotto certi aspetti può essere considerata come un trapianto e come tale può dare fenomeni gravi di incompatibilità conosciuti come reazioni trasfusionali.

  • Scopi della trasfusione
  • Intervenire in caso di anemia per mantenere il trasporto dei gas respiratori
  • Correggere disturbi della coagulazione o le emorragie
  • Curare una deficienza del sistema immunitario
  • Mantenere la volemia
  • EMAZIE

Sono indicate per aumentare rapidamente l’apporto di ossigeno ai tessuti

Il valore soglia di Hb che giustifica la trasfusione di globuli rossi nel paziente adulto è in genere di 6-7 g/dl, ad eccezione di quei casi che presentano marcata diminuzione della ossigenazione tissutale (anormalità della funzione cardiocircolatoria, respiratoria..). In  tali pazienti la soglia può essere innalzata fino a 9 –10 g/dl a seconda delle condizioni cliniche

  • PLASMA
  • Deficit coagulativo
  • Deficit di vitamina K,
  • TTP (porpora trombotica trombocitopenica o Sindrome di Moschkowitz) e HUS (sindrome uremico-emolitica

Deficit di singoli fattori della coagulazione, qualora non siano disponibili i concentrati.

  • CONCENTRATI PIASTRINICI
  • Piastrinopenia, Sanguinamenti associati a trombocitopenia o deficit qualitativo delle piastrine;
  • Prima di intervento chirurgico in pazienti piastrinopenici
  • MODULO RICHIESTA
  • Il modulo di richiesta deve correttamente e chiaramente compilato in tutte le sue parti(D.M. 3/3/2005) e deve riportare:
  • Data di prelievo
  • Reparto di provenienza/RSA di provenienza ecc.
  • Cognome,nome,data di nascita e sesso del paziente
  • Diagnosi e indicazioni trasfusionali
  • Ultimi dati di laboratorio pertinenti alla richiesta
  • Tipo e quantità di emocomponente richiesto
  • Nome in stampatello,firma del medico richiedente,
  • Firma della persona che effettua il prelievo per controllo di gruppo e numero telefonico del reparto o del medico richiedente.
  • CONSENSO INFORMATO

Si ricorda che l’articolo 11 del D.M. 3/3/2005” ribadisce la necessità che il ricevente la trasfusione di emocomponenti e/o emoderivati, preventivamente informato, esprima per iscritto il proprio consenso o dissenso”.

Se il ricevente non può firmare è necessaria la firma di un parente o di un tutore.

    L’unica eccezione all’obbligo di ottenere il consenso è il pericolo di vita imminente,per il quale il medico è autorizzato a trasfondere sangue anche senza il consenso dell’ammalato (D.M. 1/9/95, art. 4)

verificare  i dati di identificazione del paziente da parte di due operatori sanitari

(Raccomandazione ministeriale del 5/3/2007)

Confrontare l’identità e il gruppo sanguigno del ricevente con i dati riportati sul cartellino, sull’esito delle prove di compatibilità, e sull’unità da trasfondere

  • Verificare la scadenza sull’unità da trasfondere
  • Registrare il numero di identificazione e il tipo di emocomponente trasfuso, data della trasfusione, eventuali segnalazioni,
  • firma del medico che controlla e dell’IP che mette in corso la sacca.
  • VERIFICA

Verificare che il paziente o chi per lui, abbia firmato il consenso alla trasfusione e controllare i parametri necessari prima della trasfusione:

  • Rilevare i parametri vitali: PA, FC, polso, profondità respiratoria e temperatura
  • Valutare la presenza di allergie o reazioni avverse durante precedenti trasfusioni
  • Preparare l’accesso venoso, utilizzando aghi di calibro 19 gauge se non è disponibile un vaso centrale.
  • SORVEGLIANZA

Chi pratica la somministrazione di sangue deve rimanere con il paziente per i primi 10-15 minuti della trasfusione

(per l’intera durata se la procedura è a domicilio).

Passato tale intervallo devono essere valutate le condizioni cliniche del paziente e, se non si sono verificati segni di reazione, la velocità può essere  gradualmente aumentata fino al valore stabilito.

Le reazioni trasfusionali si possono dividere in base a:

  • Tempo di insorgenza: Reazioni precoci

Reazioni tardive

  • Meccanismo patogenetico   Reazioni immunologiche

  Reazioni non immunologiche

  • Reazioni acute (<24 ore) immunologiche

Emolitica

Febbrile non emolitica

Orticarioide

Anafilattica

TRALI

Reazioni acute non immunologiche

Sepsi

Ipotensione da Ace-Inibitore

Sovvracarico circolatorio

Embolia gassosa

Ipotermia

  • Reazioni ritardate

Reazioni ritardate immunologiche

  • Alloimmunizzazione eritrocitaria
  • Alloimmunizzazione leucocitaria
  • Emolisi ritardata
  • GvHD
  • Porpora post-trasfusionale

Reazioni non immunologiche ritardate

  • Sovraccarico marziale

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