FAST TRACK SURGERY

FAST TRACK SURGERY

Negli anni 90  si è creato  un protocollo definito ‘fast track surgery’ (e poi il nome ha subito varie mutazioni) che prima lentamente e poi sempre con maggiore rilevanza si sta diffondendo in tutti gli ambienti chirurgici.

Il proctocollo presenta tra i vantaggi una dimissione il più veloce possibile, non è tuttavia questo il solo ed il principale obiettivo: il risultato più importante è una riduzione dello ‘stress’ operatorio, del disagio postoperatorio e quindi una diminuzione delle complicanze.

Le aree di utilizzo sono tutte quelle della chirurgia, non solo generale ma anche altree aree come : ortopedica, colorettale, urologica, ginecologica e vascolare.

Non sono tuttavia utilizzabili tutti i pazienti, in particolare non  sono candidabili ad esempio gli interventi eseguiti in urgenza e quelli dove il rischio operatorio è elevato.Si tratta sostanzialmente quindi:

Compito del chirurgo e dell’infermiere di reparto sarà per prima cosa informare adeguatamente il paziente in fase preoperatoria sulla nuova metodica e sull’importanza della stessa , questo per eludere precondizionamenti del paziente.

Prima dell’intervento, non sarà più somministrata la solita preparazione intestinale per bocca, che non solo ha dimostrato non prevenire le complicanze ma i certi casi addirittura le aumenta e non sarà più prescritta la restrizione alimentare abituale incoraggiando anzi una assunzione di determinati alimenti fino a tre ore prima dell’intervento.

Durante l’intervento sarà compito dell’anestesista limitare la somministrazione di liquidi al necessario senza sovraccaricare il paziente per un trattamento ottimale del dolore postoperatorio limitando o evitando l’assunzione di oppioidi.

Il chirurgo, se si pone il caso , eseguirà l’intervento per via laparoscopica rispetto alla tradizionale incisione laparotomica.

Dopo l’intervento la rimozione  pronta del catetere vescicale, del sondino naso gastrico (alla fine dell’intervento ) e di eventuali drenaggi addominali saranno alla norma.

La nutrizione per bocca potrà iniziale la sera stessa dell’intervento se possibile, adeguatamente controllato da una profilassi farmacologica preoperatoria e soprattutto la mobilizzazione, quindi l’alzarsi dal letto e camminare sarà possibile il giorno dopo l’intervento.

Tutto questo permette di ottenere un gran numero di pazienti dimessi precocemente perchè le condizioni di dimissibilità sono rispettate con una più fisiologica ripresa delle attività quotidiane.

Tutto ciò porte un impegno intenso e continuo che coinvolge diverse figure professionali, in particolare il chirurgo, l’anestesista,

l’infermiere ma anche quando necessario ad esempio il nutrizionista, il fisioterapista, lo psicologo e soprattutto il paziente che deve essere informato e convinto dell’importanza di ciò che gli viene dichiarato.

Diverse esperienze oramai hanno dimostrato che la strada da seguire è questa e che ne vale la pena anche se come sempre i cambiamenti richiedono impegno e tempo.

Lo scopo del programma non è quello di anticipare la dimissione, anche se questo puo’ essere un risultato associato, ma di permettere un più fisiologico recupero dopo l’intervento chirurgico.

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