EMOCOLTURA

EMOCOLTURA

Per emocoltura si intende la coltura di un campione di sangue ottenuto in condizioni di sterilità. È un’importantissima tecnica per la diagnosi microbiologica di batteriemia o sepsi.

I tempi del prelievo sono variabili (si ricordi che la presenza di microrganismi nel sangue può essere di carattere transitorio – manovre invasive, cateterismo vescicale, ecc. – intermittente – infezioni localizzate – o continuo – infezioni endovascolari);

in linea di massima il prelievo deve essere fatto nella maniera più precoce possibile in qualsiasi momento dell’episodio febbrile.

In linea generale si eseguono 2 o 3 emocolture, ovvero si raccolgono 4 o 6 flaconi totali, in momenti diversi anche a seconda delle condizioni cliniche (la consuetudine è quella di raccogliere i campioni a distanza di 5’-10’, ma tale intervallo può variare, anche fino a distanza di 30’-60’ tra un prelievo e l’altro per documentare la batteriemia continua).

Questo al fine di aumentare la sensibilità del test, scongiurare i falsi negativi e facilitare l’interpretazione dei risultati.

Il prelievo da Catetere Venoso Centrale (CVC) è sconsigliato, fatto salvo il caso in cui si sospetti l’infezione del catetere stesso; in tal caso, si procede al prelievo contemporaneo di un campione da CVC e di uno da vena periferica (scelta dal lato opposto rispetto al lato in cui è stato inserito il CVC).

Il prelievo da Catetere Venoso Periferico (CVP) è possibile solo nel caso in cui esso sia stato posizionato appositamente per la manovra di prelievo di sangue per emocoltura (ad esempio, per la difficoltà che si avrebbe successivamente a reperire un accesso venoso); non utilizzare un ago-cannula già in uso.

Nella fase precedente al prelievo, l’infermiere:

prepara il materiale necessario alla manovra: set di 2 flaconi con terreno di coltura per batteri aerobi e batteri anaerobi, sistema Vacutainer con ago a farfalla, prolunga e adattatore, dispositivi di protezione individuale (guanti monouso, mascherina, occhiali protettivi o schermo facciale), garze sterili, antisettico, contenitore per taglienti, etichette con i dati del paziente;

  • identifica il paziente e lo informa sulla manovra che andrà ad eseguire spiegandone il razionale;
  • fa assumere al paziente una posizione confortevole, seduta o semiseduta, in modo da rendere il prelievo il più comodo possibile;
  • posiziona un telino di protezione sotto l’arto dell’assistito;
  • esegue l’igiene delle mani e indossa i dispositivi di protezione individuale.

Nella fase di esecuzione della manovra, l’infermiere:

  • procede all’antisepsi della cute in maniera accurata, con movimento circolare e centrifugo, nella zona prescelta per la venipuntura e per un’ampia zona circostante per circa 30 secondi;
  • lascia asciugare l’antisettico (se si utilizza iodio-povidone, attendere circa due minuti);
  • seleziona la vena e procede come per un classico prelievo di sangue venoso con sistema autoaspirante, facendo particolare attenzione a: disinfettare i tappi perforabili dei flaconi appena prima del prelievo, tenere i flaconi in posizione verticale per evitare reflusso del brodo di coltura e per controllare l’effettivo livello di sangue prelevato, riempire prima il flacone per aerobi poi quello per anaerobi, prelevare non meno di 5 ml di sangue per flacone (preferibilmente da 5 a 10 ml);
  • al termine del prelievo, smaltisce il materiale e tampona il sito di prelievo;
  • ruota fra le mani e capovolge delicatamente i flaconi, in modo che il liquido di coltura si mescoli al sangue.

Nella fase successiva all’esecuzione della manovra, l’infermiere:

  • seguendo le disposizioni aziendali, procede all’etichettatura dei campioni con i dati del paziente;
  • seguendo le disposizioni aziendali, procede all’invio dei campioni in laboratorio di microbiologia (in genere: se possibile,

inviarli subito, altrimenti conservare i flaconi in un incubatore ad una temperatura di 35°C-37°C o, in alternativa, conservarli a temperatura ambiente per non più di 48 ore);

  • registra sulla documentazione infermieristica la procedura effettuata.