ASSISTENZA POST OPERATORIA NEL PAZ. NEUROCHIRURGICO

ASSISTENZA POST OPERATORIA NEL PAZ. NEUROCHIRURGICO

Un’adeguata presa a carico neuro-intensiva è fondamentale per il successo degli interventi neurochirurgici al cervello ed al midollo spinale. Negli ultimi anni grandi progressi tecnici nelle procedure operatorie hanno trasformato lesioni precedentemente considerate inoperabili come trattabili,   ed i progressi in anestesia hanno portato ad un aumento del numero di procedure operative sia in pazienti anziani che in paziente in condizioni critiche. Di conseguenza, il numero di pazienti che necessitano di terapia intensiva postoperatoria è andato aumentando.

L’obiettivo principale della fase post-operatoria neurochirurgica in terapia intensiva è la diagnosi ed il trattamento precoce delle complicanze post-chirurgiche. Di conseguenza, le priorità sono di garantire la presenza di adeguate apparecchiature di monitoraggio , che possono nel paziente sedato e ventilato richiedere un monitoraggio ulteriormente invasivo del sistema intracranico, per assicurare un’adeguata ossigenazione e perfusione del cervello.

La prevenzione e la gestione delle complicanze sistemiche dopo le procedure neurochirurgiche segue i principi generali della terapia intensiva. È tuttavia importante rendersi conto che le complicanze sistemiche  ed i danni secondari possono sempre svilupparsi ed aggravare il danno cerebrale; il trattamento aggressivo, volto a prevenire e limitare tali insulti è di fondamentale importanza.

Quando il paziente arriva in ICU dopo l’intervento neurochirurgico, bisogna porre particolare attenzione al monitoraggio del paziente, avendo precisa conoscenza della situazione preoperatoria e intraoperatoria della procedura, compresa la fase chirurgica, la fase anestesiologica e le eventuali complicanze chirurgiche o difficoltà ad essa correlate

Al momento del ricovero, è necessario un esame completo del paziente; laddove possibile, questo include la valutazione di livello di coscienza e del funzionamento neurologico; la scelta della terapia deve essere concordata fra l’intensivista ed il neurochirurgo.

Nonostante lo sviluppo di avanzate procedure di monitoraggio, gli esami clinici di routine risultano sempre essenziali; la valutazione clinica ha lo scopo di osservare la presenza di complicanze pericolose per la vita nella fase precoce post-intervento e di valutazione e monitoraggio deficit neurologici nelle ore e nei giorni successivi.

Un semplice controllo dello stato di coscienza, e di eventuali deficit focali (in particolare a livello motorio) rimane il metodo più importante per la valutazione dei pazienti in terapia intensiva neurochirurgica. La valutazione neurologica deve essere ripetuta a intervalli regolari durante il corso della degenza in terapia intensiva;

Il cambiamento dell’esame è il metodo più sensibile per rilevare un eventuale deterioramento neurologico. Il livello di coscienza deve essere valutato tramite Glasgow Coma Scale (GCS), di cui abbiamo già parlato nei capitoli precedenti

Il paziente neurochirurgico che arriva in ICU dopo l’operazione é un paziente estremamente fragile e potenzialmente a rischio di complicanze; le difficoltà si incontrano soprattutto quando dei deficit neurologici sono già presenti prima dell’intervento chirurgico,