ASSISTENZA DEL PAZIENTE CON EPISTASSI

ASSISTENZA DEL PAZIENTE CON EPISTASSI

Il trattamento dell’epistassi è andato incontro ad importanti cambiamenti negli ultimi anni. Sono ormai passati i tempi in cui veniva inserito un fastidioso tampone nasale, la cui rimozione alcuni giorni dopo era spesso seguita dalla ripresa del sanguinamento.

Nuovi sistemi di  tamponamento e agenti emostatici ingegnosi sono stati creati per fornire diverse opzioni di trattamento efficaci e ben tollerate..Il trattamento di tutti i pazienti con epistassi inizia garantendo la pervietà delle vie aeree e la stabilità emodinamica. Il 90% delle epistassi è anteriore e può essere controllato comprimendo tra due dita la parte anteriore del naso In attesa della valutazione medica, l’infermiere di triage può posizionare uno strumento per clampare costruito con 2 abbassalingua di legno tenuti insieme con 2.5 cm di cerotto e posizionati sul plesso di Kiesselbach (la porzione anteriore del setto nasale dove si trova la rete anastomotica dei vasi.)

La valutazione e il trattamento dell’epistassi sono velocizzati se nella sala visita sono facilmente disponibili tutti i materiali necessari. Una buona illuminazione (es. una lampada da testa) è essenziale e permette di avere entrambe le mani libere. Il primo passo per identificare l’origine del sanguinamento è pulire per bene il naso dal sangue, cosa che si ottiene chiedendo al paziente di soffiarsi il naso o aspirando il materiale.

Spesso per arrestare l’emorragia basta l’applicazione topica di uno spray a base di Ossimetazolina. Molto utile per la vasocostrizione e l’analgesia è la cosiddetta “soluzione “LET” (lidocaina 4%, epinefrina 0.1% e tetracaina 0.4%) che può essere messa su un batuffolo di cotone o garza che poi si posiziona e si lascia nelle narici per circa 10-15 minuti.

In alternativa si può usare lidocaina 4% spray. Alcuni medici usano la cocaina idrocloride topica, che è disponibile in soluzioni al 4% e al 10% e ha proprietà sia anestetiche che effetto vasocostrittore come singolo agente.+La cauterizzazione chimica con nitrato d’argento viene eseguita in presenza di lieve sanguinamento attivo o dopo che il sanguinamento è stato interrotto e sono stati identificati i vasi interessati.

Per ridurre il rischio di perforazione, deve essere cauterizzato solo un lato del setto. Risultati eccellenti si ottengono quando si cauterizza iniziando dal tessuto circostante e, quindi, sulla fonte stessa. Il bastoncino di nitrato d’argento deve essere passato (ruotato) sull’area per 5-10 secondi fino a che non si forma un’escara grigiastra,

facendo attenzione a non usarlo troppo a lungo o esercitare una eccessiva pressione. Il prodotto funziona meglio su una superficie relativamente esangue in quanto qualsiasi flusso ematico potrebbe portare via il nitrato d’argento prima che questo possa fare effetto.

Il tamponamento nasale è il passaggio successivo in caso di sanguinamento persistente se la cauterizzazione non ha avuto successo o se non è stato possibile visualizzare la sede di sanguinamento sul setto. Dei dispositivi a palloncino disponibili in commercio sono semplici e rapidi da usare,  e piuttosto efficaci per i sanguinamenti anteriori.

Dopo averlo imbevuto di acqua sterile tenendolo a mollo per 30 secondi in una bacinella, il dispositivo viene inserito lungo il pavimento del setto e parallelo al palato duro fino a quando l’anello di tessuto si trovi bene all’interno della narice.

Con una siringa da 20ml si gonfia il dispositivo con aria fino a quando il palloncino pilota diviene rotondo e offre una certa resistenza allo schiacciamento, in modo analogo al posizionamento di un tubo endotracheale. Sono disponibili misure diverse: 4.5 cm per bambini; 5.5 cm per l’epistassi anteriore e 7.5 cm per i sanguinamenti posteriori.

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